Cambiare il contratto collettivo di lavoro

Cambiare il contratto collettivo di lavoro da applicare in azienda

La corretta applicazione dei contratti di lavoro da parte del datore di lavoro è una questione molto delicata e non sempre di facile comprensione per le parti coinvolte.

Cerchiamo di chiarire meglio alcuni degli aspetti riguardanti le fasi di questo mutamento.

Applicazione dei contratti collettivi di lavoro normativa

Il quadro normativo prevede regole che si rifanno sia alla Costituzione che al Codice Civile.

I cardini della normativa sono:

  • Art.39 della Costituzione  difende la libertà e l’autonomia sindacale
  • Art.36 della Costituzione da diritto ad una retribuzione sufficiente alla dignità della persona
  • art.1322 del C.C norma stipula dei contratti che realizzino interessi meritevoli di tutela
  • art.2070 del C.C determina la corretta applicazione del contratto collettivo in base all’attività esercitata dall’imprenditore

Il rispetto di queste norme può consentire di cambiare il contratto collettivo di lavoro.

Il datore di lavoro può cambiare il contratto collettivo di lavoro ?

L’Art.39 della Costituzione, oltre a rivendicare la libertà della Contrattazione Collettiva, intende affermare anche la libertà di scelta.

Per questo il datore di lavoro può scegliere quale CCNL  può applicare per la sua impresa rispettando, però, alcuni principi fondamentali che tratteremo tra più avanti.

Innanzittuto va valutata l’appartenenza o meno dell’azienda ad un’associazione di categoria, in tal caso il datore di lavoro ha l’obbligo di adesione al CCNL di riferimento

A secondo dei casi quindi l’adesione al Contratto può essere implicita o esplicita.

L’adesione è esplicita qualora il datore di lavoro sia iscritto ad un’associazione datoriale che è firmatario del CCNL.

Ecco un paio di esempi di adesione esplicita al Contratto :

CCNL FEDIMPRESE – F.A.M.A.R S – S.N.A.P.E.L

CCNL SERVIZI AUSILIARI A.N.P.I.T – ASSOMOBILITY – CISAL TERZIARIO

L’adesione è implicità quando il datore di lavoro non è iscritto ad alcuna associazione di impresa ma di fatto applica il CCNL della Confederazione Datoriale firmataria.

Quando è possibile cambiare il contratto collettivo di lavoro ?

Due sono le possibilità:

  1. Attendendo la naturale scadenza del CCNL applicato
  2. Sottoscrivendo un accordo tra azienda e lavoratori in sede protetta (DTL, Enti Bilaterali, Sindacato) in cui vengono chiariti gli aspetti del nuovo contratto di lavoro

Quali sono gli obblighi dell’azienda nel cambiare il contratto colletivo di lavoro?

Il datore di lavoro deve comunicare al lavoratore il cambiamento del CCNL applicato in azienda.

Inoltre in base all’Art. 36 della Costituzione deve retribuire il lavoratore in modo da consentirgli una vita dignitosa per sè e per i suoi familiari.

Qualora il lavoratore era precedentemente impiegato con un altro contratto collettivo e le tabelle retributive del precedente contratto di lavoro erano più vantaggiose, il datore di lavoro deve garantire al suo dipendente lo stesso trattamento economico.

La retribuzione lorda annuale complessiva spettante al Lavoratore all’atto del passaggio al nuovo CCNL deve rimanere invariata, salvo miglioramenti.

L’azienda dovrà inserire un elemento retributivo ad personam per coprire la differenza retributiva tra il nuovo ed il vecchio contratto di lavoro.

Inoltre è consigliabile per il datore di lavoro per l’efficacia dell’operazione, attivare la procedura dell’allineamento contrattuale in modo da poter disciplinare i livelli e le mansioni tra i due contratti che spesso non coincidono, onde evitare aperture di spiacevoli vertenze di lavoro.

Un’altro aspetto non trascurabile nel cambiare il contratto colletivo di lavoro è il rapporto con l’INPS.

In caso di molteplicità di CCNL nello stesso ambito di appartenenza, la retribuzione a cui far riferimento per i contributi previdenziali ed assistenziali è stabilita dai CCNL dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi della categoria di appartenenza.

Il nostro ordinamento, infine, consente al lavoratore di dare le dimissioni per giusta causa in quanto il cambiamento del contratto di lavoro rientra nei casi previsti nelle variazioni delle condizioni di lavoro, potendo così accedere all’indennità di disoccupazione NASpI.

Conlusioni sul Cambiare il contratto collettivo di lavoro: in un periodo di forte contrazione economica avere la possibilità di poter aderire a Contratti Collettivi che rispondano più alle esigenze delle aziende è sicuramente una grande opportunità per il datore di lavoro.

Ma allo stesso tempo il datore di lavoro deve rispettare  determinati parametri che consentano al lavoratore di salvaguardare la sua posizione lavorativa e retributiva.

Per le aziende o i lavoratori che intendono approfondire la tematica possiamo ricevervi previo appuntamento in Viale di Valle Aurelia 65 . Contattateci allo 06/39741831.