Opzione Donna quando conviene

Opzione Donna è una misura pensionistica sperimentale dedicata al mondo femminile.

Questa prestazione consente l’anticipo di parecchi anni rispetto alle comuni uscite degli ordinamenti della Pensione di Vecchiaia  e dell’Anticipata

Inizialmente introdotta nel 2004 con la Legge Maroni e ritornata in auge nel 2018, Opzione Donna sta per essere nuovamente estesa nel DDL Bilancio 2021.

La Proroga dell’Opzione Donna consentirà anche alle Lavoratrici nate entro il 31/12/1962 di poter accedere al Pensionamento qualora siano soddisfatti determinati requisiti anagrafici e contributivi.

Scegliendo questo trattamento pensionistico la Lavoratrice opterà per un calcolo della Pensione Contributivo rinunciando a quello Misto o Retributivo.

L’Opzione molte volte risulta sfavorevole ma non sempre è così, a volte infatti la lavoratrice potrà avvalersi di un beneficio indiscutibile.

Opzione Donna Requisiti

Ma quali sono i requisiti per poter andare in Pensione con Opzione Donna ?

Innanzitutto vengono distinte 2 categorie di Lavoratrici: Dipendenti e Autonome, ognuna delle quali rispetterà differenti regole per la quiescenza.

Requisiti Lavoratrici Dipendenti

Le Lavoratrici dipendenti per ottenere il Pensionamento Opzione Donna, dovranno aver raggiunto i 35 anni di contribuzione e 58 anni (anno 1962) di età al 31/12/2020.

Requisiti Lavoratrici Autonome

Le Lavoratrici Autonome per andare in Pensione con Opzione Donna, dovranno sempre raggiungere i 35 anni di contribuzione ma dovranno aver compiuto 59 anni (anno 1961) al 31/12/2020.

Le finestre di Uscita della Pensione con Opzione Donna

Una volta raggiunto il Requisito è importante sapere che la Decorrenza della Pensione non sarà immediata ma viene applicata una finestra di uscita.

Quindi le Lavoratrici che conseguono il diritto dovranno aspettare :

  1. 12 mesi dalla data di maturazione del diritto a Pensione se sono Lavoratrici Dipendenti
  2. 18 mesi dalla data di maturazione del diritto a Pensione se Lavoratrici Autonome
  3. le Lavoratici del Comparto Scuola o AFAM potranno conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente il 1 Settembre ed il 1 Novembre.

E’ importante sottolineare che, se per raggiungere il requisito, la lavoratrice ha contributi sia come da Lavoratrice Dipendente che da Lavoratrice Autonoma (anche di solo 1 mese) verrà applicata la Finestra meno favorevole, cioè 18 mesi.

Quale Contribuzione posso utilizzare ?

Per centrare il trattamento pensionistico le Lavoratrici potranno utilizzare: i contributi obbligatori, da riscatto, figurativi, volontari e i contributi che sono stati oggetto di Ricongiunzione o di Costituzione di posizione assicurativa.

Non possono essere utilizzati i contributi accreditati per periodi di Disoccupazione o Malattia non indennizzata

Quindi il requisito dei 35 anni va perfezionato senza il calcolo di questi periodi

Inoltre l’Opzione Donna non prevede il Cumulo dei periodi assicurativi con altre Gestioni Previdenziali quali la Gestione Separata o le casse professionali.

Opzione Donna quando Conviene

Come abbiamo anticipato Opzione Donna verte sul passaggio del Calcolo della Pensione da Retributivo/Misto a quello Contributivo.

Questo può portare ad un taglio dell’assegno mensile che può oscillare dal 20 al 40% nei peggiori dei casi.

Tutto dipende dall’età della lavoratrice e dalle caratteristiche di carriera, retribuzione ed anzianità contributiva maturata alla data di accesso al regime pensionistico.

Quindi nella platea degli aventi diritto all’Opzione Donna, troviamo anche chi perde poco o nulla.

Vediamo quali sono le categorie che potrebbero beneficiare del trattamento anticipato.

Fanno parte della prima Categoria, le Donne che pur avendo contribuzione ante 1996 non hanno grandi Retribuzioni in quel periodo e allo stesso tempo acquisiscono migliori posizioni di carriera e di contribuzione negli anni successivi

Una seconda Categoria favorita dalla misura sono le Donne che hanno avuto contribuzione nei Fondi Speciali dell’INPS Artigiani, Commercianti, Agricoli, oppure come Collaboratore Domestico.

In questi casi anche in presenza di una lunga contribuzione non si riescono mai a raggiungere grandi importi di Pensione e siccome Opzione Donna è un Pensione che può essere integrata al Trattamento Minimo, consente a questo gruppo di raggiungere la Pensione molto prima senza alcun taglio all’importo di Pensione.

La terza Categoria che potrebbe essere favorita dall’Opzione Donna sono le Lavoratrici Vedove.

Infatti le Pensioni ai Superstiti sono soggette alle Legge 335/1995 sull’incumulabilità dei Redditi, che prevede un ulteriore taglio della Pensione di Reversibilità oltre al 60% già previsto dalla misura qualora ci siano altri redditi.

Una decurtazione dell’Assegno Pensionistico con Opzione Donna si potrebbe rivelare invece favorevole, in quanto si potrebbe recuperare una parte dell’Importo dell’Assegno di Reversibilità precedentemente decurtato a causa del cumulo dei redditi.

L’ultima Categoria sono le Donne Disoccupate che non riuscendo a ricollocarsi nel mondo del Lavoro, potrebbe sempre utilizzare Opzione Donna come un vero e proprio ammortizzatore sociale.

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