Reiezione Assegno Ordinario Di Invalidità

Reiezione dell’Assegno Ordinario di Invalidità (Legge 222/1984)

In questa pagina spieghiamo perché l’INPS respinge la domanda, cosa significa la decisione, e quali azioni concrete è possibile intraprendere per tutelare i propri diritti previdenziali.


Cos’è l’assegno ordinario di invalidità (AOI)

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale disciplinata dalla Legge n. 222/1984, riconosciuta ai lavoratori la cui capacità lavorativa risulti ridotta in modo permanente a meno di un terzo, in relazione alle attività compatibili con le proprie attitudini.

È importante sottolineare che:

  • non coincide con l’invalidità civile; molte reiezioni derivano dalla confusione tra invalidità civile e assegno ordinario di invalidità: una percentuale di invalidità civile elevata non garantisce automaticamente il diritto all’AOI.
  • richiede specifici requisiti sanitari e contributivi;
  • è soggetto a valutazione medico-legale INPS.

Perché l’INPS respinge la domanda di assegno ordinario di invalidità

Le principali motivazioni di reiezione dell’assegno ordinario di invalidità sono:

1. Requisiti sanitari non riconosciuti

L’INPS può ritenere che le patologie denunciate non determinino una riduzione della capacità lavorativa inferiore a un terzo, secondo i criteri della legge 222/84.

2. Valutazione medico-legale negativa

La Commissione medico-legale INPS può considerare:

  • le patologie non sufficientemente documentate;
  • l’assenza di carattere permanente;
  • una residua capacità lavorativa ritenuta adeguata.

3. Differenza tra invalidità civile e previdenziale

Ribadiamo il  concetto che una percentuale di invalidità civile elevata non garantisce automaticamente il diritto all’AOI, in quanto la difficoltà deve essere riferita all’attività lavorativa che un lavoratore svolge.

Allo stesso modo una percentuale non proprio altissima potrebbe invece rilevare una specifica difficoltà alla mansione e consentire la percezione dell’Assegno Ordinario di Invalidità.

4. Requisiti contributivi mancanti

La domanda può essere respinta anche per:

  • insufficienza di contributi;
  • contributi non utili o non correttamente accreditati;
  • mancato rispetto dei requisiti temporali previsti dalla normativa.

Cosa fare dopo la reiezione dell’assegno ordinario di invalidità

In caso di reiezione INPS, è possibile agire in modo strutturato:

Analizzare il provvedimento di reiezione

È fondamentale leggere attentamente la comunicazione INPS per comprendere le motivazioni specifiche del rigetto.

In questa fase è determinante il supporto di un professionista esperto in diritto previdenziale, in quanto a secondo della motivazione, amministrativa o sanitaria, bisognerà opporsi adducendo le corrette motivazioni.

Presentare ricorso

Le strade principali sono il ricorso amministrativo e il ricorso giudiziario al giudice del lavoro.

Le due soluzioni sono distinte tra loro.

Nel primo caso l’atto di opposizione avrà come conseguenza, se la reiezione è per motivi sanitari, una nuova convocazione da parte del Medico Legale dell’INPS competente.

All’atto della nuova visita, il cittadino potrà fornire nuova documentazione sanitaria e/o farsi accompagnare da un medico di fiducia.

Nel caso invece del Ricorso Giudiziario, il giudice per l’ammissibilità del Ricorso in Tribunale vorrà preliminarmente che venga esperito il Ricorso Amministrativo.

Solo qualora anche il Ricorso Amministrativo abbia avuto esito negativo, allora il Giudice consentirà di procedere per via giudiziaria.

Dopo il deposito del Ricorso in Tribunale il Giudice nominerà un Medico Legale detto CTU che dovrà accertare le infermità del cittadino.

Qualora il CTU del Tribunale definisse in via positiva il Ricorso, a quel punto il  Giudice emetterà la Sentenza che obbligherà l’INPS al pagamento dell’AOI (Assegno Ordinario Invalidità).

Assegno ordinario di invalidità respinto: è possibile rifare la domanda?

Sì. In presenza di:

  • aggravamento delle condizioni di salute;
  • nuova documentazione medica specialistica;
  • errori nella precedente valutazione;

è possibile presentare una nuova domanda di assegno ordinario di invalidità.

Domande frequenti sulla reiezione dell’AOI

Quanto tempo ho per fare ricorso contro la reiezione?
I termini variano in base alla procedura scelta; è consigliabile agire tempestivamente.

90 giorni per il Ricorso amministrativo,  ma non è un termine perentorio

Per il Ricorso Giudiziario, tre anni dalla data di scadenza del termine previsto per il Ricorso Amministrativo.

La reiezione è definitiva?
No. Può essere contestata o superata con nuova domanda o i ricorsi di cui abbiamo parlato in precedenza.

Serve un avvo?
Nei ricorsi previdenziali sia amministrativo che giudiziario, l’assistenza di chi conosce la materia è fortemente consigliata.


Conclusioni

La reiezione dell’assegno ordinario di invalidità ex legge 222/84 non rappresenta necessariamente la fine del percorso.

Comprendere le motivazioni, raccogliere la documentazione corretta e scegliere la strategia più adeguata consente spesso di tutelare efficacemente i propri diritti previdenziali.

Per maggiori informazioni, prenota il tuo appuntamento allo 0639741831 o ad info@asoter.it