Rivendicazione Rapporto di Lavoro Subordinato

Il Mondo del Lavoro oggi è sempre più problematico.

Capita spesso di trovarsi di fronte a lavoratori che chiedono la Rivendicazione Rapporto di Lavoro Subordinato, a causa di collaborazioni che in realtà celano un rapporto di lavoro dipendente.

Le difficoltà per le aziende ad essere a posto con i propri bilanci sono sempre maggiori, e spesso, a farne le spese sono proprio i lavoratori.

Le poche risorse a disposizione delle imprese pongono molti Datori di Lavoro a cercare soluzioni meno costose e meno vincolanti.

Contratti Co.Co.Co, Pagamenti con ritenuta d’acconto, Collaborazioni Volontarie sono alcune delle opzioni adottate dalle Aziende per ottenere rilevanti risparmi economici sia dal punto di vista retributivo che previdenziale.

In realtà dietro a queste forme di Collaborazioni c’è un vero e proprio Rapporto di Lavoro Subordinato.

Ma qual’è la differenza tra una Collaborazione e ed un Rapporto di Lavoro Subordinato ?

La differenza sostanziale è l’Autonomia con il quale il Lavoratore svolge le sue funzioni quale prestatore d’opera.

Ottenere la Rivendicazione del Rapporto di Lavoro Subordinato, non è però così semplice.

La linea di confine tra il Rapporto di Lavoro Subordinato ed il Rapporto di Lavoro Autonomo è sottilissima.

Per questo il Lavoratore dovrà produrre tutta una serie di elementi atti al Riconoscimento del Lavoro Subordinato. 

Per capire meglio quello che stiamo dicendo è bene fare un esempio pratico ripercorrendo la Sentenza n°4354/2019 del 08/05/2019 del Tribunale di Roma  Sezione III: https://www.giuslavoristi.it/agi_cms/public/news/tribunaleroma.lavoro.4354.2019.pdf.

Un esempio di come dimostrare gli indici per la Rivendicazione della Natura Subordinata del rapporto di Lavoro

Nel Ricorso della Sentenza sopranominato la Lavoratrice  oltre a richiedere l’invalidità di un verbale di Conciliazione in Sede Sindacale,le Differenze Retributive e la Regolarizzazione della Posizione Contributiva ed Assistenziale chiedeva la Rivendicazione di un Rapporto di Lavoro Subordinato, in quanto, per un lungo periodo era stata formalizzata la sua presenza in azienda con  Contratti Co.Co.Co annuali.

Il Primo Contratto Co.Co.Co fu firmato il 2/01/2003 ed il rapporto di Lavoro è finito per Licenziamento il 16/05/2016, dopo un periodo di Stabilizzazione avvenuta mediante l’Adozione degli Sgravi del Job Act il 21/04/2015.

Il Contratto Co.Co.Co firmato nel 2003 risulterà poi l’unico firmato.

Per ottenere il Riconoscimento di Lavoro Subordinato, la Signora in fase di istruttoria ha dimostrato :

  • di aver preso sempre ordini e direttive dagli Amministratori della Società
  • di aver ricevuto una retribuzione mensile fissa
  • di aver lavorato secondo un orario prestabilito dall’azienda
  • di aver dovuto chiedere permessi, ferie ed essere soggetta al potere disciplinare dell’azienda
  • di aver sempre e soltanto lavorato in una postazione degli uffici della Società
  • di aver utilizzato mezzi e strumenti messi a disposizione della stessa Società
  • di aver ricevuto solamente il primo Contratto Co.Co.Co, nel quale si evinceva il progetto della commissione

In pratica ha messo in luce tutti gli elementi essenziali di un Rapporto di Lavoro Subordinato.

In giudizio l’Azienda contestava quanto dichiarato dalla Lavoratrice, affermando che la stessa organizzava in modo autonomo e secondo le proprie disponibilità di tempo l’attività commissionata nel progetto.

Qual’è stata la Sentenza del Giudice ?

Nonostante quanto affermasse l’Impresa, il Giudice, valutati tutti gli elementi dell’istruttoria, ha riconosciuto la natura Subordinata del Rapporto di Lavoro.

La lavoratrice, infatti, era assoggettata agli ordini e alle direttive dell’Amministratore della Società ed era inserita stabilmente nell’organizzazione aziendale essendo sottoposta al potere direttivo, organizzativo e conformativo del legale rappresentante della Società.

Il Giudice evidenzia, ancora, come la lavoratrice fosse assoggettata al controllo del datore di lavoro dovendo rispettare un orario di lavoro fisso, dovendo comunicare ed aspettare la concessione di ferie, permessi e ritardi a lavoro.

Inoltre il Magistrato metteva in luce la totale assenza del rischio imprenditoriale della lavoratrice che percepiva una retribuzione mensile fissa.

Per ultimo il Giudice contestava il mancato recapito dei Contratti Co.Co.Co successivi al 1/01/2004 fino al 22/04/2015 in quanto la Lavoratrice non poteva evincere il Progetto per il quale avrebbe dovuto prestare opera, chiedendo l’applicazione dell’Art.61 del D.Lgs 276/03 con la conversione ope legis del rapporto di lavoro subordinata.

E’ bene dunque, qualora ci si trovi in una situazione di questo genere, doversi dotare di tutte le prove atte a dimostrare la natura subordinata del Lavoro che si svolge.

Infatti è bene ricordare che l’onere della prova è in capo a chi rivendica un diritto.

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