Dichiarazione di successione in ritardo

Quando una persona cara ci lascia, occuparsi dell’eredità può sembrare l’ultimo dei pensieri.

Tuttavia, uno degli adempimenti più importanti da conoscere è la dichiarazione di successione, e farla in ritardo può comportare conseguenze non trascurabili. Ecco cosa devi sapere, spiegato in modo semplice.

Cos’è la dichiarazione di successione e quando va presentata

La dichiarazione di successione è l’atto con cui gli eredi (o altri soggetti obbligati) comunicano all’Agenzia delle Entrate l’apertura della successione, cioè il decesso del soggetto cui si riferisce l’eredita e i beni che vengono trasmessi.
Il termine ordinario per presentarla è entro 12 mesi dalla data di apertura della successione (in genere la data del decesso).
In alcune situazioni eccezionali la dichiarazione non è obbligatoria, ad esempio se l’attivo ereditario è inferiore a 100.000 € e non ci sono immobili, e gli eredi sono coniuge o figli.

Cosa succede se la presenti in ritardo

Ritardo entro 30 giorni: se si presenta la dichiarazione con un ritardo non superiore a 30 giorni, la sanzione varia: prima era dal 60% al 120% dell’imposta dovuta; da settembre 2024 la sanzione è stata ridotta al 45% per le violazioni commesse dopo tale data. 
Omessa presentazione: se la dichiarazione non è presentata affatto, la sanzione per le violazioni anteriori al 1° settembre 2024 era dal 120% al 240% dell’imposta dovuta; ora (post 1 settembre 2024) è pari al 120%.
Altri effetti pratici: se non hai presentato la dichiarazione, potresti non riuscire a vendere o affittare beni ereditati, o sbloccare conti correnti intestati al defunto.

Come regolarizzare la situazione con il ravvedimento operoso

Se ti accorgi in ritardo che l’adempimento non è stato fatto o è stato fatto in modo incompleto, puoi ricorrere al cosiddetto ravvedimento operoso: consiste nel presentare la dichiarazione tardiva, versando imposta, interessi e sanzione ridotta. 
È importante agire tempestivamente: più si rimanda, più sanzioni e interessi possono crescere.
Inoltre, con le novità legislative (es. D.Lgs. 87/2024) le sanzioni sono state riviste e in certi casi ridotte per le violazioni commesse dal 1 settembre 2024.

Esoneri e casi particolari

Come già accennato, non sempre la dichiarazione è obbligatoria:

  • se l’attivo ereditario è inferiore a 100.000 € e non ci sono immobili e gli eredi sono coniuge o figli.

  • Se sono trascorsi più di cinque anni dalla scadenza del termine per la dichiarazione e l’ente fiscale non ha notificato l’accertamento, le sanzioni non sono più applicabili, pur restando l’imposta dovuti

Consigli utili per evitare problemi nella Dichiarazione di successione in ritardo

  • Verifica subito, dopo un decesso, quando fare la dichiarazione di Successione.

  • Rispetta il termine dei 12 mesi: anche se mancano alcuni documenti, è meglio presentare una prima istanza che attendere troppo.

  • Conserva tutti i documenti – certificato di morte, stato di famiglia, atti di proprietà, visure catastali – fin dall’inizio.

  • In caso di ritardo, valuta subito il ravvedimento operoso.

  • Se stai ereditando immobili, pensa anche agli aspetti pratici: volture catastali, trascrizioni, agevolazioni «prima casa».

  • Mantieni contatti chiari con tutti gli eredi: l’obbligo della dichiarazione grava sugli eredi/legatari che accettano. E, se uno non collabora, l’intera procedura può rallentare.

Conclusione

In sintesi: fare la dichiarazione di successione entro i termini è fondamentale per evitare sanzioni elevate e complicazioni burocratiche.

Se sei in ritardo: non farti bloccare dall’incertezza, agisci subito, affidati a un professionista, e valuta il ravvedimento operoso.
Con un po’ di organizzazione e tempestività, puoi gestire la situazione senza troppi traumi.

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