Infortunio colf badante denuncia INAIL

Infortunio colf e badanti: denuncia INAIL e cosa fare

Quando una colf, una badante o una babysitter subisce un infortunio durante il lavoro, il datore di lavoro domestico deve sapere quali passaggi seguire, quali documenti raccogliere e quando presentare la denuncia di infortunio all’INAIL.

Nel lavoro domestico, infatti, l’infortunio può verificarsi durante le normali mansioni svolte in casa, durante l’assistenza alla persona, nello svolgimento delle pulizie, nella preparazione dei pasti o in altre attività previste dal rapporto di lavoro.

In questi casi è importante agire rapidamente, perché il datore domestico può avere obblighi precisi nei confronti dell’INAIL, soprattutto quando la prognosi supera i tre giorni.

Per un approfondimento generale puoi leggere anche la nostra precedente guida: Infortunio nel lavoro domestico.


Quando si parla di infortunio nel lavoro domestico

Si parla di infortunio nel lavoro domestico quando il collaboratore domestico subisce un evento improvviso e violento in occasione dell’attività lavorativa.

Può trattarsi, ad esempio, di:

  • una colf che cade durante le pulizie;
  • una badante che si fa male mentre assiste una persona non autosufficiente;
  • una babysitter che subisce un incidente durante l’orario di lavoro;
  • un collaboratore domestico che si infortuna mentre svolge mansioni concordate con la famiglia.

L’infortunio può riguardare anche situazioni particolari, come il tragitto casa-lavoro, quando ricorrono le condizioni previste per il cosiddetto infortunio in itinere.


Cosa deve fare subito il lavoratore domestico infortunato

La prima cosa da fare è rivolgersi al Pronto Soccorso o al proprio medico, specificando che l’incidente è avvenuto durante l’attività lavorativa.

È importante che il medico indichi correttamente che si tratta di un infortunio sul lavoro, perché il certificato medico è il documento da cui partono gli adempimenti successivi.

Il collaboratore domestico deve poi comunicare al datore di lavoro:

  • il numero identificativo del certificato medico;
  • la data di rilascio del certificato;
  • i giorni di prognosi;
  • la dinamica dell’infortunio;
  • il luogo e l’orario in cui è avvenuto l’incidente.

Questi dati servono al datore domestico per verificare se deve procedere con la comunicazione o con la denuncia di infortunio all’INAIL.


Quando il datore domestico deve fare la denuncia INAIL

Il datore di lavoro domestico deve prestare particolare attenzione ai giorni di prognosi indicati nel certificato medico.

In linea generale, quando l’infortunio comporta un’assenza superiore a tre giorni, escluso il giorno dell’evento, il datore deve presentare la denuncia di infortunio all’INAIL.

L’INAIL specifica che la denuncia/comunicazione riguarda gli infortuni dei lavoratori dipendenti o assimilati non guaribili entro tre giorni, indipendentemente dalla valutazione sull’indennizzabilità.

Per gli infortuni che comportano almeno un giorno di assenza, escluso quello dell’evento, è prevista la comunicazione a fini statistici e informativi.

Quando l’assenza supera i tre giorni, resta l’obbligo della denuncia di infortunio.


Entro quanto tempo va fatta la denuncia INAIL

La denuncia di infortunio deve essere presentata nei termini previsti dalla normativa, facendo attenzione alla data in cui il datore riceve i riferimenti del certificato medico.

Per questo motivo, il lavoratore domestico deve comunicare tempestivamente al datore i dati del certificato, così da permettere l’invio della pratica nei tempi corretti.

Il mancato rispetto dei termini può comportare sanzioni amministrative per il datore di lavoro.

L’INAIL indica, per gli infortuni superiori a tre giorni, sanzioni amministrative in caso di mancato rispetto dei termini previsti per l’invio della comunicazione.


Cosa succede se la prognosi viene prolungata

Può accadere che il primo certificato medico indichi una prognosi breve, ad esempio di due o tre giorni, ma che successivamente il medico rilasci un nuovo certificato con prolungamento dell’assenza.

In questo caso il datore deve verificare se, con il nuovo certificato, l’infortunio supera i tre giorni di prognosi. Se la prognosi complessiva diventa superiore a tre giorni, occorre procedere con gli adempimenti INAIL previsti.

Per questo è importante non limitarsi al primo certificato, ma controllare anche eventuali certificati di continuazione o prolungamento.


Quali documenti servono per la pratica INAIL

Per gestire correttamente l’infortunio di una colf, badante o babysitter, è utile raccogliere:

  • dati anagrafici del lavoratore domestico;
  • codice fiscale del lavoratore;
  • dati del datore di lavoro domestico;
  • data, ora e luogo dell’infortunio;
  • descrizione della dinamica dell’incidente;
  • mansione svolta al momento dell’infortunio;
  • numero identificativo del certificato medico;
  • data di rilascio del certificato;
  • giorni di prognosi;
  • eventuali certificati successivi.

Una descrizione chiara dell’evento aiuta a evitare errori nella compilazione della pratica.


Chi paga l’infortunio di colf e badanti

In caso di infortunio riconosciuto, il trattamento economico deve essere valutato in base alla durata dell’assenza, al certificato medico, alla posizione assicurativa e alla disciplina applicabile al rapporto di lavoro domestico.

Per evitare errori, è consigliabile verificare con attenzione la propria posizione, soprattutto quando la prognosi supera i tre giorni o quando ci sono certificati di continuazione.


Perché rivolgersi a Noi

La gestione dell’infortunio nel lavoro domestico può sembrare semplice, ma spesso il datore si trova davanti a dubbi pratici:

  • devo fare la denuncia INAIL?
  • entro quando devo presentarla?
  • quali dati del certificato servono?
  • cosa succede se la prognosi viene prolungata?
  • come si compila correttamente la pratica?
  • quali rischi ci sono se la denuncia viene fatta in ritardo?

La nostra struttura può assisterti nella verifica dei documenti, nella gestione della pratica e negli adempimenti necessari in caso di infortunio di colf, badanti e babysitter.


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Se la tua colf, badante o babysitter ha subito un infortunio durante il lavoro, non aspettare.

Contattaci per verificare:

  • certificato medico;
  • giorni di prognosi;
  • obbligo di denuncia INAIL;
  • documenti necessari;
  • tempi da rispettare;
  • eventuale assistenza nella pratica.

Siamo in Viale di Valle Aurelia 65, Roma Telefono: 0639741831 oppure alla nostra mail info@asoter.it


FAQ

La colf si è fatta male mentre lavorava: cosa devo fare?

Il lavoratore deve rivolgersi al medico o al Pronto Soccorso e dichiarare che l’incidente è avvenuto durante il lavoro. Il datore deve poi verificare il certificato medico e i giorni di prognosi per capire se deve presentare denuncia all’INAIL.

Quando va fatta la denuncia INAIL per colf e badanti?

La denuncia INAIL è prevista quando l’infortunio non è guaribile entro tre giorni, escluso il giorno dell’evento. Per gli infortuni con assenza di almeno un giorno è prevista la comunicazione a fini statistici e informativi.

Se la prognosi è di due o tre giorni devo fare denuncia?

Se la prognosi non supera i tre giorni, di norma non si rientra nell’obbligo di denuncia di infortunio. Tuttavia, se successivamente la prognosi viene prolungata oltre i tre giorni, il datore deve verificare l’obbligo di denuncia.

Cosa succede se il certificato viene prolungato?

Se un nuovo certificato prolunga la prognosi oltre i tre giorni, il datore deve procedere con gli adempimenti previsti per l’infortunio sul lavoro.

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