Il medico certificatore
Il medico certificatore: perno del nuovo procedimento di invalidità civile INPS
Con l’entrata a regime della Riforma della Disabilità, introdotta dal decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, il procedimento per il riconoscimento dell’invalidità civile e delle altre condizioni di disabilità è stato profondamente ridefinito.
Il cambiamento più rilevante riguarda il superamento della tradizionale domanda amministrativa e l’attribuzione di un ruolo centrale al medico certificatore, che diventa il vero punto di avvio dell’intero iter valutativo.
Dal cittadino al medico: cambia l’accesso alla procedura
Nel nuovo assetto, l’attivazione della valutazione di base avviene esclusivamente tramite l’invio telematico del certificato medico introduttivo all’INPS.
Non è più il cittadino – né il patronato – a presentare inizialmente la domanda di invalidità civile: l’istanza nasce direttamente dall’atto medico.
Questo passaggio ha un duplice obiettivo:
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semplificare il percorso amministrativo;
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qualificare fin dall’origine la richiesta, fondandola su elementi clinici strutturati e documentati.
Chi può operare come medico certificatore
Possono trasmettere il certificato medico introduttivo:
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medici di medicina generale;
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pediatri di libera scelta;
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specialisti ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale;
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medici in quiescenza iscritti all’albo;
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liberi professionisti;
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medici operanti presso strutture private accreditate o strutture pubbliche (ASL, aziende ospedaliere, IRCCS, centri per malattie rare).
L’accesso al servizio richiede la profilazione sul portale INPS, il possesso della firma digitale e, per alcune categorie, la dichiarazione relativa alla formazione ECM, come dettagliato nelle istruzioni operative dell’Istituto .
Il certificato medico introduttivo: contenuto e valore giuridico
Il certificato medico introduttivo non è un semplice documento descrittivo, ma costituisce l’atto formale che attiva il procedimento di valutazione di base presso l’INPS.
Attraverso di esso vengono trasmessi:
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i dati anagrafici dell’interessato;
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le diagnosi codificate (ICD);
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il decorso e la prognosi;
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le eventuali segnalazioni rilevanti (intrasportabilità, minori, patologie specifiche);
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la documentazione sanitaria a supporto.
Una volta firmato digitalmente e inviato, il certificato viene acquisito nel Fascicolo Sanitario Elettronico e produce effetti anche sul piano economico, poiché l’eventuale decorrenza delle prestazioni è agganciata alla data di trasmissione.
Responsabilità e centralità del medico nel nuovo modello
Il nuovo impianto normativo rafforza in modo significativo la responsabilità professionale del medico certificatore.
La completezza, la coerenza e la qualità della certificazione incidono direttamente:
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sulla correttezza dell’istruttoria;
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sui tempi di definizione del procedimento;
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sulla possibilità di evitare sospensioni o richieste di integrazione documentale.
In questo senso, il medico non è più un semplice “anello iniziale” del processo, ma ne diventa il garante clinico e procedurale.
Il ruolo del patronato: successivo e complementare
Solo in una fase successiva all’invio del certificato medico introduttivo, il cittadino – eventualmente assistito da un patronato – provvede alla trasmissione dei dati socio-economici necessari per l’eventuale liquidazione delle prestazioni.
Questa fase è la cosidetta compilazione dell’AP70.
Il procedimento sanitario e quello amministrativo risultano così distinti, ma coordinati, con una chiara separazione delle responsabilità.
Conclusione
Comprendere questo nuovo ruolo è fondamentale non solo per i professionisti sanitari, ma anche per cittadini, patronati e operatori del welfare, chiamati ad accompagnare l’utenza in un percorso che punta a essere più semplice, più rapido e maggiormente fondato sulla documentazione sanitaria qualificata.
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