Esempi di Dimissioni per Giusta Causa

Esempi di Dimissioni per Giusta Causa: quando il lavoratore può dimettersi senza perdere la NASpI

In alcuni casi il lavoratore può trovarsi in una situazione talmente grave da non poter proseguire il rapporto di lavoro, nemmeno temporaneamente.

In queste circostanze è possibile presentare le dimissioni per giusta causa, cioè dimissioni motivate da un comportamento, un’omissione o una situazione imputabile al datore di lavoro o comunque tale da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto.

È importante però fare attenzione: non ogni difficoltà con il datore di lavoro giustifica automaticamente le dimissioni per giusta causa. La motivazione deve essere seria, concreta e documentabile.

Le dimissioni per giusta causa sono particolarmente rilevanti anche perché, se correttamente comprovate e se ricorrono gli altri requisiti previsti dalla legge, possono consentire al lavoratore di richiedere la NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione prevista per chi perde involontariamente il lavoro. L’INPS precisa infatti che la NASpI è rivolta ai lavoratori subordinati che hanno perso involontariamente l’occupazione.

Cosa si intende per dimissioni per giusta causa?

Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il lavoratore interrompe il rapporto di lavoro perché si è verificato un fatto grave che non consente la prosecuzione, neppure provvisoria, dell’attività lavorativa.

In pratica, il lavoratore non si dimette per una scelta libera e volontaria, ma perché costretto da una situazione grave. Per questo motivo, le dimissioni per giusta causa possono essere equiparate, sotto il profilo della tutela del lavoratore, a una perdita involontaria del lavoro.

Le situazioni più frequenti possono rientrare in quattro grandi categorie:

  1. Grave inadempimento del datore di lavoro
  2. Comportamenti scorretti o lesivi da parte del datore di lavoro
  3. Modifiche peggiorative delle condizioni di lavoro
  4. Dimissioni nel periodo di maternità o paternità tutelato

Esempi di dimissioni per giusta causa

Vediamo ora alcuni esempi pratici di situazioni che possono giustificare le dimissioni per giusta causa.

1. Grave inadempimento del datore di lavoro

Rientrano in questa categoria i casi in cui il datore di lavoro non rispetta obblighi fondamentali previsti dal contratto o dalla legge.

Esempi frequenti sono:

  • mancato pagamento dello stipendio;
  • ritardi reiterati nel pagamento della retribuzione;
  • mancato versamento dei contributi previdenziali;
  • mancato rispetto delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • omessa regolarizzazione del rapporto di lavoro.

Il mancato pagamento della retribuzione è una delle ipotesi più comuni di dimissioni per giusta causa, perché incide direttamente sul diritto del lavoratore a ricevere il compenso per l’attività svolta.

2. Comportamenti scorretti del datore di lavoro

Le dimissioni per giusta causa possono essere motivate anche da comportamenti gravi, offensivi o discriminatori da parte del datore di lavoro, dei superiori o, in alcuni casi, di colleghi se l’azienda non interviene per tutelare il lavoratore.

Esempi:

  • mobbing;
  • molestie sessuali;
  • comportamenti ingiuriosi o umilianti;
  • discriminazioni per ragioni di sesso, razza, religione, età, disabilità o orientamento personale;
  • pressioni indebite o minacce;
  • atteggiamenti vessatori ripetuti nel tempo.

In questi casi è fondamentale conservare prove, documenti, comunicazioni, eventuali certificati medici o testimonianze utili a dimostrare la gravità della situazione.

3. Variazioni peggiorative delle condizioni di lavoro

Anche modifiche unilaterali e ingiustificate delle condizioni lavorative possono giustificare le dimissioni per giusta causa, quando rendono il rapporto di lavoro non più sostenibile.

Esempi:

  • demansionamento o peggioramento delle mansioni;
  • trasferimento della sede di lavoro senza comprovate ragioni tecniche, organizzative o produttive;
  • modifica illegittima dell’orario di lavoro;
  • applicazione non corretta del contratto collettivo di lavoro;
  • variazioni sostanziali delle condizioni contrattuali senza consenso del lavoratore.

Non ogni cambiamento aziendale costituisce automaticamente giusta causa: occorre valutare la gravità della modifica e il suo impatto concreto sulla posizione del lavoratore.

4.Dimissioni per giusta causa e liquidazione giudiziale dell’azienda

Un’ulteriore ipotesi riguarda la liquidazione giudiziale dell’azienda. L’articolo 189, comma 5, del D.lgs. n. 14/2019 prevede che, in determinate condizioni legate alla sospensione del rapporto di lavoro, le dimissioni del lavoratore possano essere qualificate come dimissioni per giusta causa.

Si tratta di una casistica specifica, che richiede una valutazione attenta della situazione aziendale e della posizione del lavoratore.

Le dimissioni per giusta causa danno diritto alla NASpI?

Sì, le dimissioni per giusta causa possono dare diritto alla NASpI, se il lavoratore possiede tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

La ragione è che, in questi casi, la cessazione del rapporto non dipende da una libera scelta del lavoratore, ma da una situazione grave che rende impossibile continuare a lavorare. Per questo, le dimissioni per giusta causa possono essere considerate compatibili con il requisito della perdita involontaria dell’occupazione previsto per la NASpI.

È però importante che la giusta causa sia dimostrabile. In caso di contestazioni, il lavoratore deve poter provare i fatti che hanno determinato le dimissioni.

Documenti utili per dimostrare la giusta causa

Per presentare dimissioni per giusta causa è opportuno raccogliere tutta la documentazione disponibile, ad esempio:

  • buste paga mancanti o pagamenti non ricevuti;
  • estratto contributivo INPS;
  • comunicazioni email, PEC, messaggi o lettere aziendali;
  • certificati medici;
  • denunce o segnalazioni;
  • testimonianze;
  • documenti relativi a trasferimenti, cambio mansioni o variazioni contrattuali;
  • eventuali comunicazioni inviate al datore di lavoro.

La documentazione è essenziale sia per tutelarsi in caso di contestazione, sia per supportare la domanda di NASpI.

Come presentare le dimissioni per giusta causa

Le dimissioni devono essere presentate tramite la procedura telematica prevista dal Ministero del Lavoro, salvo casi particolari come le dimissioni nel periodo protetto di maternità o paternità, che richiedono la convalida presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Prima di procedere è consigliabile farsi assistere da un patronato, da un CAF o da un consulente del lavoro, per evitare errori nella causale e nella procedura.

Hai bisogno di assistenza per le dimissioni per giusta causa?

Se pensi di trovarti in una situazione che può giustificare le dimissioni per giusta causa, è importante valutare attentamente il tuo caso prima di procedere.

Possiamo aiutarti a:

  • verificare se la tua situazione rientra tra i casi di giusta causa;
  • controllare la documentazione disponibile;
  • presentare correttamente le dimissioni;
  • richiedere la NASpI;
  • ricevere assistenza nella procedura con l’Ispettorato del Lavoro, se necessaria.

Contattaci per una consulenza e verifica se hai diritto alle dimissioni per giusta causa e alla NASpI allo 0639741831 o ad info@asoter.it